STORIA
Dal cacao al cioccolato
Il grande botanico, Carlo von Linné, non fu certo il primo a riconoscere i grandi pregi della pianta alla quale diede il nome botanico di "Theobroma Cacao L." Il significato di "Theobroma" è "Cibo degli Dei" e, come tale, il cacao era già stato riconosciuto dai Toltechi, dai Maya e dagli Aztechi che ci hanno tramandato il nome di "cacauatl". I Maya lo coltivavano già attorno all’anno 600 nell’America Centrale. Utilizzavano le fave di cacao, per preparare una bevanda molto nutriente chiamata "Xocolatl", nome dal quale deriva certamente l’attuale "cioccolato".
Anche i Conquistatori spagnoli del 16° secolo si interessarono al cacao. Poi, nel 1528, Cortez portò in Spagna il primo cacao nonché gli attrezzi necessari per preparare l’esotica bevanda, che incontrò rapidamente un grande successo a Corte. Nel 1615 Anna d’Austria, Infante nata e cresciuta a Madrid, andata poi in sposa al re Lodovico XIII, introdusse la bevanda al cioccolato alla Corte francese. A Parigi diventò, per l’aristocrazia, una bevanda prestigiosa ed alla moda e da qui trovò diffusione in tutta l’Europa. Mentre nel 19° secolo la bevanda al cioccolato perdeva d’importanza, cresceva di pari passo l’interesse per il cioccolato solido i cui primordi risalgono, in Francia, agli anni dopo il 1830.
Il cioccolato arriva in Svizzera …
Nel 1819, François-Louis Cailler aprì, a Corsier presso Vevey, una delle prime manifatture meccanizzate di cioccolato, fondando la più vecchia marca di cioccolato tuttora esistente in Svizzera. Il cioccolato era di fatto entrato definitivamente in Svizzera, dove ha trovato i più grandi pionieri e promotori. Philippe Suchard fondò una manifattura di cioccolato a Serrières nel 1826. Lo seguirono Jacques Faulquier (predecessore di Jean-Samuel Favarger) a Ginevra nello stesso anno, Charles-Amédée Kohler nel 1830 a Losanna, Rudolf Sprüngli nel 1845 a Zurigo, Aquilino Maestrani nel 1852 a Lucerna, poi a San Gallo, Johann Georg Munz nel 1874 a Flawil, Jean Tobler nel 1899 a Berna.
Daniel Peter fondò, nel 1867, una fabbrica di cioccolato a Vevey. Dopo molti tentativi riuscì di unire il latte al cioccolato ed inventò, nel 1875, il Cioccolato al latte. Rodolphe Lindt aprì, nel 1879, una manifattura di cioccolato a Berna. Sviluppò un nuovo metodo di lavorazione, chiamato in tedesco "Conchieren", con il quale riuscì a produrre il primo cioccolato fondente al mondo. Molti altri imprenditori svizzeri fondarono, negli anni a seguire, delle aziende di successo le cui attività contribuirono a dar lustro alla rinomanza mondiale del cioccolato svizzero.
Il primo periodo fiorente del cioccolato svizzero
Gli anni tra il 1890 ed il 1920 furono un vero periodo fiorente dell’industria svizzera del cioccolato e fu concomitante con il grande periodo del turismo in Svizzera. Persone appartenenti alle più alte sfere della società di tutto il mondo, che trascorsero le loro vacanze in Svizzera, ebbero occasione di conoscere e stimare il cioccolato svizzero, diffondendone poi la fama nei loro paesi d’origine. La produzione dei fabbricanti svizzeri di cioccolato e le loro iniziative conquistarono, negli anni fra il 1900 ed il 1918, il mercato mondiale del cioccolato. Quasi tre quarti del cioccolato svizzero venivano venduti all’estero. La Svizzera diventò così una potenza mondiale nel campo del cioccolato. Il "Cioccolato svizzero" non ha raggiunto la sua fama mondiale solo per le quantità esportate, bensì soprattutto grazie alla sua qualità ben più alta di quella del cioccolato fabbricato in altri paesi.
Nuova ripresa attraverso le crisi
Alla fine degli anni venti cominciarono anni duri per l’industria svizzera del cioccolato. Il crescente protezionismo e le crisi economiche degli anni 20 e 30 hanno causato la perdita dei mercati d’esportazione. La seconda guerra mondiale è coincisa con severe misure d’importazione per lo zucchero e per il cacao e, nel 1943, ebbe inizio il razionamento.
Dal 1950 l’industria svizzera del cioccolato può rallegrarsi per uno sviluppo continuo. Si è dato il via ad un forte impulso all’automazione e si sono sviluppate nuove tecnologie. La progressiva integrazione economica, come pure la diminuzione mondiale dei dazi doganali hanno incrementato lo scambio di merci sul piano internazionale. I fabbricanti hanno recepito i segnali dei tempi ed hanno migliorato la loro posizione di mercato in molti paesi.
Lo sviluppo di nuovi tipi di prodotti e di forme innovative che vanno incontro alle abitudini dei consumatori, il mantenimento dell’alta qualità e la conseguente modernizzazione degli impianti produttivi, nonché la promozione dell’istruzione professionale delle collaboratrici e dei collaboratori sono i mezzi, grazie ai quali l’industria svizzera del cioccolato riesce ad affermare il proprio valore nel 21° secolo.
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