Domande frequenti

Ci sentiamo spesso rivolgere questa domanda che riempie d’orgoglio l’industria svizzera del cioccolato, anche se dietro la valutazione si cela la sfumatura della soggettività. Corrisponde però alla verità che l’industria svizzera del cioccolato ed i suoi prodotti contano fra i migliori al mondo.

L’alta qualità del cioccolato svizzero dipende da numerosi fattori. Decisive sono l’assoluta qualità delle materie prime ed i processi di fabbricazione fra i più moderni, combinati con severi parametri qualitativi per i prodotti intermedi. Necessita inoltre del personale ben istruito per arrivare al prodotto finito tramite una lavorazione ottimale.

Il "cioccolato svizzero" è un cioccolato oppure una massa di cioccolato, nobilitati nelle "Conche" e che sono stati totalmente prodotti in Svizzera con fave di caco, massa di cacao, burro di cacao, zucchero ed eventualmente latte. L’utilizzo della denominazione "cioccolato svizzero" deve orientarsi, in Svizzera ed all’estero, al "principio di chiarezza" che prescrive che un’eventuale lavorazione effettuata all’estero (modellaggio o imballaggio del prodotto p.es.) devono essere dichiarati sulla confezione.

Non ci si deve meravigliare che a causa dell’ottima rinomanza del "cioccolato svizzero", esso venga spesso copiato senza scrupoli all’estero. La CHOCOSUISSE lotta da anni decisamente e con successo in tutto il mondo, contro l’utilizzo abusivo della denominazione "cioccolato svizzero".

Non meraviglia nessuno il fatto che in Svizzera, ma anche nell’UE ed in altri paesi, lo stato intervenga con severi regolamenti che definiscono che cos’è cioccolato e cosa non lo è. L’Ordinananza del DFI del 23 novembre 2005 sulle sorte di zuccheri, le derrate alimentari dolci e i prodotti di cacao cita le prescrizioni circa le denominazioni permesse e la composizione dei prodotti. Le prescrizioni svizzere si allineano a quelle dell’UE.

Dal 1995, in Svizzera, il cioccolato può contenere al massimo il cinque per cento di grassi vegetali, altri che il burro di cacao. Il contenuto minimo di componenti del cacao deve però essere in ogni caso rispettato. L’aggiunta di grassi vegetali estranei al cacao, permette di produrre del cioccolato più resistente al caldo, ciò che può essere un vantaggio per l’esportazione nei paesi caldi. Secondo le ultime informazioni, nessun fabbricante svizzero fa uso di questa possibilità, introdotta con riguardo al diritto dell’UE.

La dettagliatissima statistica delle vendite dell’industria svizzera del cioccolato, differenzia i vari tipi dei prodotti (tavolette, articoli di confetteria come le praline, prodotti semi-fabbricati ecc.). Tutte le categorie si compongono sia di cioccolato al latte, che scuro o bianco. Perciò si possono unicamente stimare le percentuali dei diversi tipi di cioccolato. La parte di cioccolato al latte si situa poco la di sopra dell’70 % del consumo totale svizzero di cioccolato. Circa il 25 % è coperto dal cioccolato scuro mentre quello bianco arriva al 5 %. Queste percentuali si modificano parallelamente alle abitudini dei consumatori. Attualmente si registra una tendenza a preferire il cioccolato scuro.

Nell’anno 2010, sono state consumate in Svizzera circa 93'975 tonnellate di articoli di cioccolato (incluse le importazioni ma senza cacao e cioccolata in polvere). Su di una popolazione media di 7,8 milioni, si estrapola un consumo medio pro-capite di 12,0 kg. Con questo risultato la Svizzera si situa al primo posto di tutti i paesi consumatori. Va tenuto conto che in questi volumi sono comprese le quantità acquistate dai turisti ospiti e dai frontalieri.


ritorno ad inizio pagina

projekt + implementation: fastforwad.ch | design: id-k.com